(e cenni sulle reti non locali)
La crescente diffusione e distribuzione delle capacità elaborative, unite al basso costo di implementazione, ha permesso la nascita e lo sviluppo delle reti locali.
Nelle reti locali (ad oggi utilizzate) tutte le unità condividono lo stesso
canale trasmissivo; quando una di queste lo occupa per la trasmissione, utilizza
temporaneamente tutta la banda disponibile, nessun altra unità può quindi
interferire. Le principali proprietà sono:
- velocità elevate, le più diffuse vanno da 10 Mbps a 100 Mbps
- basse probabilità di errori, per via delle estensioni ridotte
- alta affidabilità, se ben progettate possono operare anche in presenza di
guasti o malfunzionamenti
- espansibilità, il numero di unità può crescere senza comportare cambiamenti
significativi della rete
- basso costo.
Per via del fatto che le reti locali sono spesso nate privatamente e in modo sperimentale, gli standard non rispettano generalmente quanto emanato dagli organismi classici quali ISO. Tuttavia, per garantire un indirizzo nello sviluppo non proprietario esiste oggi l'associazione IEEE 802 composta da vari comitati, che si occupa, appunto, dello sviluppo di standard di trasmissione per reti LAN e MAN. Il cablaggio delle reti (realizzazioni fisiche) è invece risolto, oggidì, attraverso l'uso delle norme standard EIA/TIA 568 emanato dalle associazioni EIA (Electronic Industries Association) e TIA (Telecommunications Industries Associations).
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Alcuni comitati IEEE per reti locali |
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| Comitato | Standard LAN |
| 802.1 | Specifiche
generali di architettura e gestione |
| 802.3 | CSMA/CD |
| 802.5 | Token Ring |
| 802.10 | Sicurezza |
| 802.11 | Wireless |
Per la realizzazione di una rete LAN sono pertanto investite due problematiche:
La struttura di una rete locale è basata, così come il modello OSI, su una suddivisione in livelli, ma si occupa soltanto degli strati inferiori in quanto lo scopo è semplicemente quello di fornire un'interfaccia unificata verso il livello di rete. E' possibile, comunque identificare la corrispondenza con i livelli OSI:

Dunque il modello IEEE 802 divide i due livelli inferiori OSI in tre sottolivelli:
Il livello MAC. E' l'elemento centrale per un buon funzionamento della rete locale, poiché si occupa di gestire gli accessi multipli alla rete e quindi di garantire una trasmissione corretta e senza conflitti tra le unità. I protocolli di accesso possono essere classificati in due categorie: accesso multiplo casuale e deterministico. I protocolli più noti sono il CSMA/CD per l'accesso casuale, Token Passing per l'accesso deterministico.
Il livello MAC, così come il formato dei frame, caratterizza ogni tipologia di LAN. Tuttavia, nella composizione del frame, vi sono alcuni campi che sono presenti in tutti i formati indipendentemente dal tipo di rete locale. Questi campi sono:

Gli indirizzi qui considerati sono "universali" in quanto assegnati dai costruttori dei dispositivi: 24 bit sono destinati all'identificazione del costruttore, gli altri 24 bit (224 indirizzi) sono destinati all'identificazione dei singoli dispositivi. Sono possibili anche indirizzi a 16 bit ma in questo caso sarà il gestore della rete ad assegnare un indirizzo alle singole apparecchiature.
A seconda del tipo di applicazione, inoltre, l'indirizzo di destinazione può essere di tre tipi: singolo (se indirizzato ad un singolo dispositivo), multicast (se indirizzato ad un gruppo di apparecchiature) e broadcast (se indirizzato a tutti i dispositivi). Quindi quando il livello MAC di un dispositivo riceve un frame, oltre ai controlli di routine per la convalida del frame ed al controllo di eventuali errori, si accerta dell'indirizzo di destinazione: se l'indirizzo del dispositivo è compreso nell'indirizzo di destinazione il frame viene inviato al livello superiore, altrimenti il frame viene scartato.
Il livello LLC. Il frame LLC, che è uniformato per tutte le LAN, comprende i seguenti campi:

in cui gli indirizzi LLC identificano i protocolli del livello di rete su cui si appoggiano le due reti locali mittente e destinatario.
I servizi forniti da questo livello possono essere: senza connessione e senza conferma (come il tipo datagram senza conferma della ricezione), con connessione logica (come i tipo a circuito virtuale), senza connessione con conferma.
Come già accennato ampiamente il mezzo trasmissivo costituisce il collegamento fisico tra gli elaboratori e le apparecchiature di rete.Per assicurare le migliori prestazioni il mezzo deve avere certe caratteristiche: poco dispersivo e dissipativo (quindi con bassi valori di resistenza, capacità ed induttanza), il più possibile indeformabile rispetto alla trazione (per evitare il deterioramento delle qualità di trasmissione).
I mezzi più usati sono: il doppino intrecciato in rame, il cavo coassiale (oggi quasi completamente abbandonato) e le fibre ottiche. Quando non è possibile effettuare il cablaggio si possono realizzare connessioni wireless che utilizzano onde radio o raggi infrarossi.
Ethernet è la certamente la tecnologia LAN più utilizzata, soprattutto per il suo basso costo, anche se altre tecnologie sono in grado di comunicare in modo più sicuro, veloce e più a lunga distanza.
Ethernet fu creata nel 1976 da B. Metcalfe nel centro di ricerca Xerox (per condividere una stampante laser fra diverse unità) utilizzando il protocollo CSMA/CD. Vista la sua semplicità realizzativa e le elevate prestazioni il consorzio DIX (con digital, Intel e Xerox) elaborarono le specifiche della rete Ethernet a 10 Mbps. Successivamente il comitato IEEE 802.3 elaborò le specifiche di una rete basata sul protocollo CSMA/CD e molto simile alla rete Ethernet. Ad oggi si realizzano solo reti IEEE 802.3 per le quali si utilizza, in modo improprio, la denominazione di rete Ethernet.
La topologia è con bus condiviso ed il metodo di accesso multipli è carrier sense (anche se le collisioni non sono completamente evitate per via del fatto che il ritardo di propagazione sul bus non è nullo), per cui con una struttura completamente distribuita.

Il frame della rete 802.3 è formato dai seguenti campi:

in cui:
- il campo Preambolo è formato da tutti byte del tipo 10101010
- il campo SF è costituito dal byte 10101011 e delimita l'inizio del frame
- negli Indirizzi il primo bit identifica il tipo di trasmissione: se è 0
indica trasmssione ordinaria, se è 1 indica multicast (per broadcast
nell'indirizzo di destinazione devono essere tutti 1)
- il campo Lunghezza Frame riporta la lunghezza in codice binario
- il campo Dati è variabile da 0 a 1500 byte
- il campo PAD serve per garantire la lunghezza minima del frame di 64 byte
- il campo FCS serve per il controllo sugli errori.
La codifica utilizzata è la Manchester nella quale, in ogni periodo di bit (intervallo temporale), si codifica una variazione dell'informazione attraverso il cambiamento di tensione.

La codifica Manchester, assieme alla sincronizzazione delle unità e alla gestione del collegamento, è implementata attraverso un'interfaccia di rete realizzata su un'apposita scheda.
Alcune funzioni fondamentali sono svolte da:
- transceiver o MAU (Medium Access Control Unit) che si collega da
un lato alla scheda Ethernet, dall'altra al cavo di trasmissione e serve per
trasmettere e ricevere i segnali lungo il canale, rilevare e notificare
eventuali collisioni nel canale alle unità;
- ripetitore (repeater) che consente di superare i limiti fisici
imposti dalla rete a causa dell'attenuazione dei segnali lungo il canale
trasmissivo. Pertanto si occupa di ricevere, amplificare e ritrasmettere i
segnali.
Il cablaggio Ethernet. Esistono varie tipologie di rete Ethernet basate principalmente sulle caratteristiche dei cavi di collegamento:
10-Mbps Ethernet, che operano a 10 Mbps, tra cui possiamo distinguere
10Base2 (thin Ethernet), con cavo coassiale sottile (thin) di lunghezza massima di 200 metri, e con limitazioni sul numero e sulla distanza delle unità collegate
10Base5 (thick Ethernet), con cavo coassiale più spesso e rigido (thick) e distanza massima di 500 metri (spesso utilizzata come dorsale in edifici), e con limitazioni sul numero e sulla distanza delle unità collegate
10BaseT, che usa doppino intrecciato (Twisted-pair cable) di lunghezza massima di 100 metri ed ha una configurazione a stella
10BaseF, che usa fibra ottica (Fiber) di lunghezza massima di 2 Km ed ha una configurazione a stella.
100-Mbps Fast Ethernet, che operano a velocità di 100 Mbps, e che racchiude diversi standard (TX con doppino telefonico, FX con fibra ottica, T4 con doppini telefonici quadruplicati)
I protocolli di tipo deterministico consentono di eliminare i problemi legati alle collisioni derivanti dall'accesso al mezzo trasmissivo, anche se questa caratteristica va a scapito della complessità di realizzazione della rete.
Alcune reti locali di questo genere, dapprima realizzate da IBM e poi standardizzate da IEEE 802, utilizzano la tecnica di accesso tramite un gettone o token, che sostanzialmente è una particolare sequenza binaria. Fra le varie configurazioni realizzate, quella che ha incontrato maggiore diffusione è basata su una struttura topologica ad anello e per questo è detta Token Ring.
Nella rete Token Ring ogni anello è connesso alla rete tramite un'interfaccia di rete detta MAU (Media Access Unit). Tali interfacce sono collegate a coppie (linee punto a punto) e determinano, così, la struttura ad anello che caratterizza la rete. Le MAU possono essere passive, se svolgono solo le operazioni di connessione e disconnessione alla rete, attive, se oltre alle funzioni di connessione amplifica i segnali ricevuti, parzialmente attive, se amplificano i segnali sono sulle porte di dorsale.

Le reti ad anello hanno le seguenti caratteristiche: non sono basate su un mezzo trasmissivo broadcast, non hanno una componente significativa per rilevare le collisioni, sono eque tra le unità collegate. L'interfaccia di rete può operare secondo due modalità: listen mode e transmit mode a seconda che sia in ascolto dei dati in arrivo dall'anello (ring) o che sia in fase di trasmissione di nuovi bit e quelli in arrivo vengono così rimossi. La codifica utilizzata è la Differential Manchester Encoding.
Il token circola in
continuazione e viene catturato solo quando qualcuno vuole trasmettere (e
poiché il token è uno solo l'accesso al mezzo si risolve senza alcun
conflitto). La procedura seguita per la trasmissione è la seguente:
1) aspettare l'arrivo del token
2) rimuoverlo dall'anello (listen mode)
3) trasmettere i dati (transmit mode)
4) aspettare il ritorno dei dati inviati (che nel frattempo hanno raggiunto le
destinazioni)
5) ritrasmettere il token (transmit mode)
6) rimettersi in listen mode.
Non ci sono limitazioni per la lunghezza dei dati inviati, ma solo per il token che non può avvalersi di più bit di quanti possano contenere insieme una linea di collegamento e il buffer (memoria temporanea) di un'interfaccia (tenendo conto che la velocità di propagazione del segnale nel rame è di circa 200 metri per microsecondo). Il token, inoltre, viene generato da una stazione "master" che si occupa di controllare la presenza di errori ed eventualmente di generarne uno nuovo.
Il Token è formato da tre campi, ciascuno di lunghezza di 1 byte

con le seguenti funzioni: SD (Start Delimiter) identifica l'inizio del token, AC (Access Control) contiene le informazioni necessarie per l'accesso all'anello, ED (End Delimiter) per identificare la fine del token.
Ogni unità deve leggere tutti i pacchetti e verificare se l'indirizzo di destinazione coincide con il proprio indirizzo, quindi riceverlo (e cambiare alcuni bit per palesarlo) e poi ritrasmetterlo all'unità mittente.
Il frame della rete Token Ring è costituito dai seguenti campi:

in cui SD e AC servono per identificare l'inizio del frame, Frame Control serve per controllare la funzione per cui è trasmesso il frame, Routing Information serve per contenere le informazioni necessarie per instradare il messaggio, FCS serve per contenere dei bit di controllo per rivelare eventuali errori nel frame, ED e Frame Status servono per identificare la fine del frame.
Nel cablaggio delle reti token ring si possono utilizzare i doppini telefonici (per velocità fino a 16 Mbps) o le fibre ottiche. In quest'ultimo caso la rete prende il nome di FDDI (Fiber Distributed Date Interface) e può operare a velocità di 100 Mbps su un'area anche di notevole estensione (decine di Km). La sua struttura comprende due anelli concentrici in fibra ottica che trasportano le informazioni in sensi opposti, anche se il secondo è utilizzato solo in caso di guasti sull'anello o sulle unità connesse.
I componenti che operano a livello fisico sono:
I componenti che operano a livello Data Link sono:
I componenti che operano a livello Network sono:
Le tecnologie utilizzate nelle aree geografiche differiscono molto spesso in maniera profonda dalle corrispondenti reti locali. Queste tecnologie sono state generalmente concepite tenendo in mente i carrier, a causa delle lunghe distanze, ed adottano le tecnologie multiplexing per convogliare più circuiti logici in un unico circuito fisico. A differenza delle LAN, i cui standard sono "forniti in scatola", le tecnologie WAN, che permettono l'uso di circuiti e la possibilità di avere alte quantità di traffico, vengono di solito noleggiate. Alcune fra le principali tecnologie sono:
Frame Relay, una tecnologia di comunicazione a media velocità (da 64Kbps a 2048 Kbps in Italia, in altri paesi è anche superiore), che usa i circuiti virtuali, ovvero percorsi bidirezionali definiti via software, presenti anche su un'unica connessione fisica. Esistono due tipi di circuiti: PVC (Permanent Virtual Circuit) e SVC (Switched Virtual Circuit) a seconda che i circuiti siano permanenti nel tempo oppure, in maniera molto più flessibile, impostati solo ad ogni richiesta di trasmissione. La filosofia sottesa al FR è quella di far compiere minori elaborazioni, e quindi di assegnare minori funzionalità, ai nodi di comunicazione;
ATM (Asynchronous Transfer Mode), è uno speciale tipo di rete molto diffusa come dorsale di MAN e WAN, è stata progettata per gestire contemporaneamente il traffico dei dati, quello telefonico e quello video (inizialmente concepita per superare le limitazioni dell'ISDN a banda stretta) ed ha la caratteristica di essere una delle reti più veloci (può raggiungere 150 Mbps). ATM utilizza le celle anziché i frame nella trasmissione, ovvero pacchetti di 53 byte (la lunghezza è fissata a priori) e questo, sebbene produce una maggiore ridondanza degli header in termini percentuali (10%), permette la ricezione di dati importanti (come ad esempio un video in tempo reale) senza attendere pacchetti di 1500 byte molto meno importanti. Inoltre le reti ATM sono a commutazione di cella con circuiti virtuali. I vantaggi sono molteplici al pari della complessità e dei costi. La tecnica implementata in ATM è stata ripresa in molte tecnologie per l'allargamento di banda (ad es. l'ADSL);