Il
termine frattale deriva dal latino fractus cioè frammentato, frastagliato
e irregolare, per la prima volta questo termine fu usato nel 1977 da Mandelbrot
per indicare figure con dimensione frazionaria (nessuno storca il naso
il nostro caro universo non è costituito solo dalle tre
dimensioni conosciute e percepite, ne esiste una quarta, il tempo, più
altre sette
per un totale di undici dimensioni)
Per chiarirci le idee prendiamo in considerazione
l'isola di Koch, studiata nel 1904 da Helge von Koch. Vista da molto
lontano ha l'aspetto di un triangolo equilatero, ma se poi ci avviciniamo
vediamo che ognuno dei tre lati contiene un promontorio a forma di un
triangolo equilatero, che occupa la parte centrale del lato per un terzo
della sua lunghezza, e così via per successive immagini viste
sempre più da vicino
e se facessimo un po' di calcoli
capiremo facilmente che il perimetro tenderà all'infinito mentre
la superficie continua a essere finita. Un caso analogo è dato
dal tappeto di Sierpinski con superficie zero racchiusa da una superficie
infinita, mentre la spugna di Sierpinski ha volume zero con superficie
infinita.
Gli studi quasi contemporanei di Mandelbrot (insieme di Mandelbrot,
a forma di scarafaggio nero) e Pierre Fatou e Gaston Julia (insiemi
di Julia) sulla funzione retroattiva x2 + c (dove sia x che c sono numeri
immaginari o meglio numeri complessi) hanno portato alla creazione di
stupende immagini di dinamica caotica.
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