Wassilj
Kandinskij, il celebre pittore e teorico dell'arte russa, è considerato
il principale iniziatore dell'arte astratta. Nato il 4 dicembre 1866,
proviene da una agiata famiglia borghese di Mosca e viene avviato agli
studi di legge. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, gli
viene offerta una cattedra all'università che egli però
rifiuta per dedicarsi alla pittura.
In questa fase della sua gioventù egli si
dedica allo studio del pianoforte e del violoncello. Il contatto con
la musica si rivelerà in seguito fondamentale per la sua evoluzione
artistica come pittore. Un altro avvenimento di questi anni fornirà
un contributo fondamentale alla formazione della sua arte. Lui stesso
scriverà in "Sguardi sul passato", la sua autobiografia:
"All'interno della mia materia, l'economia politica (allora Kandinskij
era appunto ancora uno studente), mi appassionava solo il pensiero puramente
astratto, oltre al problema operaio" spiega l'artista che poco
oltre racconta: "Risalgono a quel periodo due avvenimenti che hanno
impresso un marchio su tutta la mia vita. Il primo fu la mostra dei
pittori impressionisti francesi a Mosca, e in particolare "I covoni"
di Claude Monet. Il secondo fu la rappresentazione del "Lohengrin"
di Wagner al Bol'soj. A proposito di Monet, bisogna dire che prima di
allora conoscevo solo la pittura realistica, e quasi esclusivamente
quella russa [...]. Ed ecco, improvvisamente, vidi per la prima volta
un quadro. Mi sembrava che senza il catalogo in mano sarebbe stato impossibile
capire ciò che doveva rappresentare il dipinto. Mi turbava questo:
mi pareva che nessun artista avesse il diritto di dipingere in quel
modo. Nello stesso momento notavo con stupore che quel quadro turbava
e affascinava, si fissava indelebilmente nella memoria fino al più
minuzioso dettaglio.
Non riuscivo a capire tutto ciò [...]. Ma
ciò che mi divenne assolutamente chiaro fu l'intensità
della tavolozza. La pittura si mostrò davanti a me in tutta la
sua fantasia e il suo incanto. Profondamente dentro di me nacque il
primo dubbio sull'importanza dell'oggetto come elemento necessario nel
quadro [...]. Fu nel Lohengrin che sentii, attraverso la musica, l'incarnazione
e l'interpretazione suprema di questa visione [...].
Mi divenne perfettamente chiaro, però, che l'arte possedeva in
generale una potenza assai maggiore di quanto pensassi, e che la pittura
era capace di esprimere la medesima intensità della musica".
Nel
1896 si trasferisce a Monaco, in Germania, per intraprendere studi più
approfonditi nel campo della pittura. In questa città viene in
contatto con l'ambiente artistico che in quegli anni aveva fatto nascere
la Secessione di Monaco (1892). Sono i primi fermenti di un rinnovamento
artistico che avrebbe in seguito prodotto il fenomeno dell'espressionismo.
Kandinskij partecipa attivamente a questo clima avanguardistico. Nel
1901 fonda la prima associazione di artisti monacensi, cui dette il
nome di "Phalanx". La sua attività pittorica lo porta
in contatto con gli ambienti artistici europei, organizza mostre in
Germania, ed espone a Parigi e Mosca. Nel 1909 fonda una nuova associazione
di artisti: l"Associazione degli artisti di Monaco". In questa
fase la sua arte è sempre più influenzata dall'espressionismo
a cui lui fornisce contributi pittorici e critici. Ed è proprio
partendo dall'espressionismo che negli anni dopo il 1910 avviene la
sua svolta verso una pittura totalmente astratta. Dopo alcuni contrasti
con la NKVM, nel 1911 fonda, insieme all'amico pittore Franz Marc, "Der
Blaue Raiter" (Il Cavaliere Azzurro).
Inizia così il periodo più intenso
e produttivo della sua vita artistica. Nel 1910 pubblica il testo fondamentale
della sua concezione artistica: "Lo spirituale nell'arte".
Qui l'artista propone un paragone fra le varie arti e rileva nella musica
una spinta fondamentale nel tentativo di andare oltre la rappresentazione,
per approdare ad una dimensione più intima e disincarnata, quale
appunto la musica è in grado di generare. Egli infatti scrive:
"il più ricco insegnamento viene dalla musica. Salvo poche
eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l'arte che
non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere
la vita psichica dell'artista e creare la vita dei suoni". A queste
parole, non sarà insensibile un musicista visionario come Scrjabin...
Queste riflessioni convincono Kandinskij che la pittura
deve essere sempre più simile alla musica e che i colori devono
sempre più assimilarsi ai suoni. Solamente una pittura astratta,
cioè non figurativa, dove le forme non hanno attinenza con alcunché
di riconoscibile, liberata dalla dipendenza con l'oggetto fisico, può
dare vita alla spiritualità.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale,
Kandinskij rientra in Russia. Qui, dopo la rivoluzione del 1917, viene
chiamato a ricoprire importanti cariche pubbliche nel campo dell'arte.
Crea l'Istituto per la Cultura Pittorica e fonda l'Accademia di Scienze
Artistiche. Partecipa al clima avanguardistico russo che in quegli anni
conosce importanti fermenti con la nascita del Suprematismo e del Costruttivismo.
Tuttavia, avvertita l'imminente svolta normalizzatrice, che avrebbe
di fatto tolto spazio alla ricerca delle avanguardie, nel 1921 ritorna
in Germania e non farà più ritorno in Russia.
Nel
1922 viene chiamato da Walter Gropius ad insegnare al Bauhaus di Weimar.
Questa scuola di arti applicate, fondata nel 1919 dall'architetto tedesco,
svolge un ruolo fondamentale nel rinnovamento artistico europeo degli
anni '20 e '30. Qui Kandinskij ha modo di svolgere la sua attività
didattica con grande libertà e serenità, stimolato da
un ambiente molto ricco di presenze qualificate. In questa scuola operarono
in quegli anni i maggiori architetti, designer ed artisti provenienti
da tutta Europa. Kandinskij lega in particolare con il pittore svizzero
Paul Klee, il pittore russo Alexej Jawlensky e il pittore e fotografo
americano Lyonel Feininger. Con essi fonda il gruppo "Die blaue
Vier" (I quattro azzurri), che idealmente si lega al precedente
gruppo del Cavaliere Azzurro.
In questa fase il suo astrattismo conosce una svolta
molto decisa. Se nella prima fase i suoi quadri si componevano di figure
molto informi mischiate senza alcun ordine geometrico, ora le sue tele
assumono un ordine molto più preciso (una naturale influenza,
questa, delle concezioni artistiche della scuola Bauhaus). Il periodo
trascorso al Bauhaus finisce nel 1933 quando la scuola viene chiuso
dal regime nazista. L'anno successivo Kandinskij si trasferisce in Francia.
A Parigi vive gli ultimi dieci anni della sua vita. Muore nella residenza
di Neuilly-sur-Seine il 13 dicembre 1944.
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