Fino
al 1911, anno in cui si trasferisce a Parigi, Piet Mondrian (Pieter Cornelis
Mondriaan) segue l'impostazione quasi classica dell'arte figurativa della
sua epoca. Frequenta l'accademia di Belle Arti ad Amsterdam ed esegue
quadri alquanto tradizionali, come alcune nature morte o vedute di paesaggi
olandesi. In seguito giunge a una sorta di fauvisme, in cui si ritrova
l'influenza di Van Gogh. I soggetti preferiti, nel periodo 1908-09, sono
i mulini a vento, gli alberi, le dune e le chiese. La tecnica divisionista
che egli adotta in alcune di queste opere gli conferisce nel suo paese
natale la fama di artista di avanguardia.
Nel 1911, allorché conosce in Olanda opere
cubiste di Picasso e di Braque, Mondrian (che per sottolineare maggiormente
la sua rottura scrive la sua firma con una sola a) si stabilisce a Parigi,
dove rimane fino all'inizio della guerra. Affascinato dal cubismo, dipinge
i soggetti che gli sono maggiormente cari - nature morte, alberi - scomponendo
geometricamente le forme, tagliandole per mezzo di linee nere. Le tele
quasi astratte che vengono realizzate da questo momento fanno sempre
riferimento a un soggetto: facciate di case, chiese e oceani. Ma Mondrian
già si allontana dal cubismo riducendo la composizione a linee
verticali e orizzontali. Pertanto, dal 1913, l'artista non fa più
riferimento nei suoi titoli agli elementi naturali; si limiterà
a intitolare le sue tele «composizione». Si allontana così
dal cubismo per avvicinarsi sempre più all'astrattismo, e utilizza
colori vivaci non usati all'epoca né da Picasso né da
Braque.
Tornato ad Amsterdam per tutta la durata della guerra,
prosegue la serie delle composizioni a linee ortogonali e dipinge tele
in cui dispone quadrati e rettangoli colorati. Dal 1918, le forme geometriche
occupano la totalità della superficie e sono delimitate da un
contorno grigio. Mondrian opta così per una composizione che
caratterizzerà il resto della sua produzione. I primi quadri
a losanga (quadrati presentati sulla punta) datano 1919. All'inizio
di questo soggiorno in Olanda l'artista conosce Theo Van Doesburg (1883-1931).
Insieme fondano il gruppo De Stijl, che fino al 1927 darà vita
a numerose pubblicazioni sull'arte astratta. Gli articoli di Mondrian,
pubblicati dal 1917 al 1922, costituiscono l'elaborazione teorica della
rivista del gruppo, in particolare Realtà naturale e realtà
astratta. Riunendo numerosi artiti, De Stijl assume nel periodo tra
le due guerre un ruolo fondamentale sia nelle arti plastiche sia in
architettura, quale punto di riferimento.
Nel
1919, l'artista ritorna a Parigi dove rimane fino al 1938. Da questo
momento resterà fedele ai principi definiti nell'opuscolo Neo-plasticismo
(1920): uso esclusivo di linee rette che si intersecano ad angolo retto;
tavolozza limitata ai colori primari (rosso, giallo e blu) e ai non-colori
(bianco, nero e grigio); rifiuto della simmetria e composizione fondata
sull'equilibrio dei rapporti. Inoltre, egli elimina la diagonale all'interno
del quadro, fattore che provocherà la rottura con Van Doesburg
e con il gruppo De Stijl nel 1925.
Nel 1931, aderisce all'«Abstraction-Crèation»,
che riunirà la maggior parte degli artisti astratti degli anni
Trenta. Qualche tempo prima, era tra gli iniziatori del gruppo «Cercle
et Carrè» con l'amico e biografo Michel Seuphor. Sempre
nel 1931 - mentre la sua pittura ha più la tendenza a privilegiare
i rettangoli bianchi (non-colore) e a rifiutare i piccoli rettangoli
di colori ai bordi della tela - realizza per la prima volta un'opera
composta semplicemente da due linee nere su fondo bianco. L'anno seguente,
introduce il principio della linea raddoppiata, cioè due linee
parallele molto ravvicinate. È ancora presente il colore, ma
ridotto spesso a uno o due piccoli rettangoli colorati ai bordi del
quadro.
Come si può constatare, in questo secondo
soggiorno parigino, l'arte di Mondrian continua a evolvere, anche se
non si tratta di trasformazioni così radicali come quelle avvenute
negli anni 1910-15. Nel 1938, dopo aver pubblicato nuovamente un testo
molto importante intitolato Plastic Art and Pure Plastic Art, il pittore
lascia la Francia, dove il pericolo della guerra si fa sempre più
imminente, e si reca a Londra e, a partire dal 1940, a New York, dove
abiterà fino alla morte. Ha quasi settant'anni quando sconvolge
le basi della sua arte e abbandona l'incrocio rettangolare di linee
nere che aveva caratterizzato le sue tele per circa vent'anni. Parallelamente,
attribuisce nuovi titoli alle sue composizioni e chiama le ultime tele
New York City (1941-42, coll. priv.), Broadway Boogie Woogie (1942-43,
New York, Museum of Modern Art).
Colpito
da polmonite, lascia incompiuta l'opera Victory Boogie Woogie (Stati
Uniti, coll. priv.), in cui le linee verticali e orizzontali sono costituite
da piccoli quadrati e rettangoli di colori allineati e in cui la composizione
diventa molto più complessa, sebbene fedele ai principi generali
del neo-plasticismo. Pittore e teorico dell'arte astratta, Mondrian
ha svolto un ruolo fondamentale nell'arte del XX secolo, in quanto la
sua opera illustra perfettamente il passaggio dalle forme naturalistiche
a quelle astratte, attraverso lo stadio intermedio della scomposizione
formale (cubismo). Egli ha aperto la strada a un'arte geometrica che
rifiuta il lirismo, cercando al contrario di codificare la pittura in
leggi rigorose, per giungere a un linguaggio pittorico di tipo universale.
Secondo Mondrian, l'arte astratta non rinnega la
natura, ma ne implica una nuova visione che permette di scoprire l'angolo
retto in un paesaggio in cui l'orizzonte rappresenta l'orizzontale e
la linea immaginaria che va dalla luna all'orizzonte, la verticale.
Ma questa interpretazione dà risalto più all'aneddoto
che alle considerazioni propriamente plastiche. Più importante
sembra, invece, l'influenza in Mondrian del cubismo e il modo in cui
egli se ne distacca poco a poco, abbandonando ogni riferimento figurativo
e riportando il quadro allo spazio del piano senza rappresentare i volumi.
L'arte neo-plastica inventa prima di tutto un nuovo
spazio pittorico, in cui le forme tendono all'esterno della tela, in
cui la cornice che contiene il dipinto è continuamente rimessa
in discussione. L'artista insiste in tutti i suoi scritti sulla nozione
di rapporto che determina la struttura pittorica. Ogni componente dell'opera
d'arte deve essere collocata all'interno di rapporti equilibrati, poiché
«ogni parte riceve il suo valore visuale dal tutto, e il tutto
lo riceve dalle parti. Tutto si compone per relazione e reciprocità.
Il
colore esiste grazie all'altro colore [...]» . Non basta però
l'equilibrio tra i rapporti di posizione (angolo retto), bisogna anche
che questi rapporti si accordino con i rapporti di proporzione e di
colore. Questa concezione della pittura retta da leggi strutturali chiaramente
enunciate costituisce uno dei punti fondamentalmente nuovi dell'arte
di Mondrian, anche se le leggi rimangono propriamente pittoriche e non
matematiche. Infine, meritano di essere sottolineati gli sviluppi del
neoplasticismo e il suo impatto sull'ambiente.
Oggigiorno, sono numerosi i pittori astratti
influenzati da Mondrian. Ma ancora più importante è la
presenza della struttura formale per la quale Mondrian aveva optato,
nel nostro ambiente quotidiano. Egli aveva presentito che avrebbe creato
un'arte nuova per un mondo nuovo. Numerosi architetti, per esempio,
parteciparono alla rivista De Stijl e la loro teoria era fondata su
di una struttura equivalente a quella delle tele di Mondrian. L'importanza
che viene attribuita alla sua opera dall'utilizzo fatto anche in architettura,
nello spazio dell'ambiente, in cui i mobili devono essere collocati
secondo la teoria dei rapporti equilibrati, conferma la statura dell'autore.
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