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Agitazione in
un sistema cartesiano.
In un sistema cartesiano, ogni punto del piano
era schedato. Persa la ragione, la progressione smise di progredire. Impari
al compito di dividersi, il numero dispari si gettò dalle ordinate,
sfracellandosi sulle ascisse. "Ricomponiti", disse la parentesi
al polinomio, "così scomposto, ti si vedono i binomi".
Risalendo per i decimali, il resto della divisione cercava disperatamente
di raggiungere il dividendo. Immersa da tempo nella tavola pitagorica,
l'equazione aveva sviluppato radici numerose e complesse. "Quella
funzione ha un seno iperbolico", disse il logaritmo leccandosi la
mantissa. Il polinomio era ormai in avanzata decomposizione, tanto che
i monomi e i binomi si staccavano a pezzi. "In fondo ho dei numeri",
pensò la parentesi, "potrei diventare una potenza". L'equazione
stava cercando di risalire alle radici per trovare la propria identità.
Convinto dalla tangente, il cerchio accettò di trasformarsi in
quadrato. L'angolo invece rifiutò: era sempre stato retto e tale
voleva restare. Quando andava al circolo, il diametro passava sempre per
il centro. Appena ebbe guardato nella parentesi, il coseno disse che c'era
un brutto accesso all'integrale fratto. Purtroppo aveva una radice cubica,
e l'estrazione sarebbe stata difficile. Priva di indice, la radice quadrata
non aveva fatto il servizio militare. La radice di due era molto preoccupata:
ormai erano passati trenta decimali senza che le venisse il periodo. Temeva
di essere incinta, anche se ciò le sembrava irrazionale. "Ma
tutto ciò é immaginario", disse il radicale puntando
l'indice accusatore su meno uno. "Facciamo quadrato", gridò
l'ipotenusa ai cateti, "arrivano i rettangoli!".
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